Referendum sull'eutanasia
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La morte della purezza d’animo.
Sorvolando i grandi problemi nella politica mondiale, sul piano nazionale siamo stati inondati negli ultimi mesi dalla notizia di una raccolta firme promossa dall’associazione Luca Coscioni che chiede l’abrogazione dell’articolo 579 del codice penale, più specificatamente nella parte in cui vieta l’eutanasia attiva.
Sul sito dell’associazione viene costantemente aggiornata la mappa delle città in cui si possano trovare tavoli che si occupano della raccolta delle firme e dal 12 agosto si può anche firmare online. Servono circa 500 mila firme entro il 30 settembre per portare avanti l’iniziativa e farla approdare sul tavolo delle istituzioni.
Da un lato la stessa modalità di raccolta delle firme (cioè in formato digitale) è definita una “decisione storica”, considerando che quasi tutti gli altri paesi europei hanno utilizzato questa modalità e l’Italia si trovava un po' indietro con i tempi, dall’altra parte l’idea stessa della legalizzazione della eutanasia sembra una decisione storica.
Iniziarono così a piovere articoli su come la ridicolizzazione dell’aldilà e di un'esistenza divina sia terrificante, su come la stessa libertà di decidere quando o meno morire sia contro natura e, se si cerca nei meandri più oscuri di internet, si possono trovare anche articoli che mettono a confronto il personale medico che porta a termine l'operazione a un boia del medioevo.
Il successo della campagna #liberifinoallafine preoccupò assai lo stato della chiesa che, riunitasi in un’assemblea il 17 agosto, discusse assiduamente sul futuro dello stato italiano e sulla purezza dell’anima dei suoi cittadini, pubblicando un comunicato poco dopo. Dedicarono un intero capoverso (il terzo) alla questione dell’eutanasia con tanto di citazione conclusiva d’un passo della Samaritanus bonus della Congregazione per la Dottrina della Fede. Sono stati coraggiosi abbastanza da parlare di una nuova forma di eugenetica, non essendo probabilmente al corrente su cosa effettivamente fosse l’eugenetica.
Un altro dubbio che sorge è che probabilmente non è stata letta attentamente la nota dell’associazione da gran parte di quelle persone contrarie alla eutanasia.
Non si parla di un “suicidio per mano altrui” come è stato definito da Ferrando Montanari, ma “l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul Caso Cappato”.
Per quanto sia sbagliato criticare le varie istituzioni per la posizione presa in merito, non possiamo fare a meno di notare quanto sia stato urgente l’intervento del vaticano, che fino ad ora raramente si è intromesso negli affari dello stato italiano.
Ricordiamo alcuni problemi presenti in Italia come la grande percentuale di femminicidio (111 casi nel 2019, 133 nel 2018), e le tante famiglie che vivono sotto la soglia della povertà (oltre 2 milioni), che per qualche strano motivo non sono stati abbastanza per invocare né un’assemblea d’urgenza da parte dello stato della Chiesa né citazioni di libri sacri.
Dubbioso come l’interesse della chiesa sia più acuto in certi ambiti in cui la chiesa non potrebbe nemmeno intromettersi, come per esempio quello legale, in quanto siamo uno stato laico e quindi lo stato e la chiesa sono due organi differenti che non dovrebbero avere niente a che fare l’uno con l’altro.
Se sei interessato a firmare la petizioni ti invitiamo ad entrare sul sito dell’associazione Luca coscioni” per ulteriori informazioni: Associazione Luca Coscioni


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